Immagine di una webcam per rappresentare l'individualità del marketing grazie a billboard dotati di webcam

La comunicazione indistinta rivolta a tutti certamente non è più utilizzabile, grandi classi di consumatori non sono più identificabili e la pubblicità diviene mano a mano sempre più personalizzata.

Oggi si può effettivamente affermare la nascita della pubblicità individuale, grazie alla realizzazione, in Giappone, di billboard dotati di software di riconoscimento facciale.

Si tratta di manifesti pubblicitari provvisti di piccole cam che possono riconoscere sia il sesso che l’età approssimativa di una persona e in base a queste informazioni, trasmettono messaggi che potrebbero interessare chi osserva il billboard.

Questo dispositivo, ancora in fase di sperimentazione, è stato mostrato al Comunic Asia 2009 del Singapore Expo e dovrebbe entrare in commercio entro la fine del 2010.

La pubblicità personalizzata è sicuramente un grande passo in avanti, ma ancora rimangono molti dubbi da dissipare.

Se questi software riconosceranno solo le caratteristiche di chi guarda direttamente nella video camera, cosa succede se ad osservarli sono più di due persone? Inoltre se per funzionare si deve rivolgere lo sguardo alla cam, come convincere i consumatori a farlo?

Ideata una tecnologia innovativa, ora sta alla creatività trovare il modo giusto di utilizzarla, vedremo se saremo in grado di sfruttarla.


Fonte immagine: http://www.geeksquare.it

Morpheus

La tecnologia, si sa, fa passi da gigante…ma questa è arrivata forse un pò oltre, sconfinando nella pura fantascienza! Un nuovo sequel di Matrix, dove l’occhio della cam identifica i “sorvegliati speciali”, i consumatori,  identificandoli uno ad uno, schedandoli e infine manipolandoli attraverso messaggi in codice capaci di annientare ogni libertà di scelta e di consumo.

Ma siamo davvero convinti che per rispondere in modo efficace e mirato alla segmentazione del target sia necessario fare una scheda segnaletica del consumatore? E soprattutto, siamo veramente sicuri che questo tipo di marketing “one-to-one”, non porti ad un maggiore isolamento del target, in questo modo rinchiuso all’interno di un mondo sempre meno accessibile e difficile da raggiungere, anche dai più esperti strateghi della comunicazione?